Sala dei fossili dell'abruzzo e della majella

Per le genti d’Abruzzo, la Majella è la Montagna Madre.

L’Abruzzo giurassico

La vita inizia a lasciare le sue tracce in quello che un giorno saranno l’Abruzzo e la sua Montagna Madre: la Majella

L’esposizione

Maja, la più bella delle Pleiadi, fuggì dalla Frigia per salvare suo figlio Ermes, ferito in battaglia.
Non vi riuscì e da allora i boschi sacri delle nostre terre conservano il ricordo del suo lamento amaro, consolandolo con aquilegie, ginestre, genziane e viole.
Una fauna ricca e discreta ne sollecita il manto con rispetto. Così racconta il mito senza tempo.
Sembra ancora di vederla come una donna di pietra con lo sguardo fisso al mare.
Da quel mare antico e profondo, salino e tropicale, in pieno Giurassico inizia la sua storia geologica.

Sono stati ritrovati dei denti fossili di squali sul Monte Amaro (2795 metri).
Durante il Cretaceo, conchiglie di molluschi, lamellibranchi e gasteropodi, alghe, scheletri di coralli e resti di vita acquatica si depositano sul fondo marino che occupa l’area dell’attuale Appennino.
Circa 38 milioni di anni fa, la Majella emerge definitivamente e gradualmente a forma di cupola allungata, fino a quando nel Quaternario assume l’attuale ambiente continentale.