L'uomo e i fossili

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La natura veniva avvertita nel passato, fino al recente affermarsi della Paleontologia come scienza nel XVIII secolo, come luogo di meraviglie e di mostruosità.
Il contributo del fossile al mito e alla leggenda è infatti elevato.

L'uomo e i fossiliFin dall’antichità il fossile suscita curiosità e stupore, dando luogo alle più svariate ed erronee teorie sulla sua natura: prove mal riuscite della creazione, scherzi della natura, uova disperse dal diluvio in sedimenti fangosi e poi sviluppatesi al loro interno, parvenze di organismi mai stati vitali formatisi da un seme o da uno spirito che agisce nelle rocce, etc.
Eppure non mancano intelletti i quali, sia nell’antichità classica (soprattutto greca, ma in certa misura anche romana) che nel Medioevo e nel Rinascimento, ben intuirono l’esatta natura dei fossili. Ma l’autorità di Aristotele (l’ “ipse dixit”) frenò lo sviluppo di una sua corretta interpretazione come resto di un organismo, spesso estinto, vissuto nel passato.

Nella prima sezione, si mettono in mostra i temi rigorosamente scientifici, propedeutici alla storia della vita sulla Terra:

  • la natura del fossile
  • i processi di fossilizzazione
  • il significato cronologico dei fossile
  • la nozione di tempo relativo
  • i valori del tempo assoluto
  • la scala dei tempi
  • gli orologi naturali.

La seconda sezione offre un quadro generale del nascere e dell’evolversi nella vita nel mare, culla primigenia di ogni organismo. Vi sono esposti i fossili nel loro divenire nel tempo, i veri protagonisti della storia degli ultimi cinquecento milioni di anni del nostro pianeta, ben prima della comparsa dell’uomo.
Diverse centinaia di reperti, tutti originali e appartenenti ai principali gruppi animali e vegetali, provenienti da importanti giacimenti italiani ed esteri, sono collocati all’interno di teche appositamente progettate, con corredo di materiale esplicativo che permette di capire connessioni logiche e storiche di quanto esposto e secondo un criterio cronologico con sviluppo progressivo, dall’Era Paleozoica al mondo attuale.
Disegni relativi ai piani strutturali degli organismi accompagnano i fossili, facilitandone la comprensione. Nelle vetrine, i reperti vengono presentati per gruppi sistematici, anche se di diversa età, allo scopo di evidenziarne le caratteristiche morfologiche, le diverse tipologie e le varie condizioni di fossilizzazione.
La Terra è prevalentemente ricoperta dall’acqua e gli oceani, così come i continenti, nascono, si trasformano e muoiono: questo lento mutare ha accompagnato la nascita della vita cullata dall’acqua per miliardi di anni.

La chiave di lettura è stata quella di seguire, sull’onda dell’evoluzione geografica del Pianeta, le trasformazioni dei mari caratterizzati da scenari diversi per geografia, climi e faune differenti:

  • il primo, il più antico, compreso fra 550 e 300 milioni di anni, che dagli antichi Oceani porta alla formazione del Pangea:
  • il secondo, dalla frammentazione del Pangea alla formazione dei moderni Oceani;
  • il terzo copre gli ultimi 20-25 milioni di anni e descrive l’origine del Mediterraneo.

Grandi pannelli illustrano questi eventi epocali: gli oceani primordiali e il relativo clima, la vita negli antichi oceani, la nascita degli oceani moderni e le condizioni climatiche, la vita agli albori dei moderni oceani, la tormentata storia del Mediterraneo, le forme di vita dalla Tetide al Mediterraneo. Anche se il tema principale trattato è quello della vita negli antichi mari, vengono esposti anche reperti di organismi vissuti sulle terre emerse, al fine di completare il quadro sulla stato dei popolamenti biologici (insetti, piante, rettili): pannelli, testi e iconografie ne illustrano l’evoluzione. I fossili esposti rappresentano i principali gruppi sistematici: trilobiti, brachiopodi, ammoniti, belemniti, coralli, gamberi e limuli, pesci paleozoici, mesozoici e cenozoici, bivalvi, gasteropodi, granchi, echinodermi, rettili, insetti, piante paleozoiche e cenozoiche, stromatoliti.