Tradizione e sviluppo umano

Tradizione e sviluppo umano
di S. Pascetta
Theodor Heuss, primo presidente della Germania democratica, dopo l’immane tragedia delle Seconda Guerra mondiale, diceva: “La Cultura può anche fare a meno della Politica, ma la Politica non potrà mai fare a meno della Cultura.”.
La vita, le problematiche, le aspettative di una società non sono comprensibili senza un’analisi del suo sviluppo storico, dell’ambiente in cui vive e dei meccanismi etno-antropologici che la animano.
Chiunque operi all’interno di una Comunità, a qualsiasi livello: politico, sociale e anche lavorativo, se trascura le conoscenze fornite da queste analisi va sicuramente incontro a fallimenti o addirittura a risultati controproducenti e negativi.
In questa prospettiva, poca importanza viene data troppo spesso, agli studi e alle ricerche etnologiche sulle tradizioni e le usanze delle nostre comunità e dei nostri paesi. Alcuni le ritengono addirittura come semplici “curiosità per appassionati”, altri le considerano accessorie e non indispensabili ai fini di una comprensione approfondita della realtà storico-culturale in cui si vive e si opera. Si tende a relegarle nell’ambito del folklore, con tutte le implicazioni di futilità che questo termine abusato evoca.
È un errore grossolano!
Lo studio delle tradizioni non ci dice semplicemente com’eravamo “nel bel tempo antico”, ma se rettamente inteso, ci dice moltissimo sull’evoluzione dell’uomo lungo i millenni. Nelle usanze, nelle credenze, nelle feste, nei canti, nelle musiche e anche nei dialetti delle nostre genti, noi abbiamo un vero e proprio “giacimento archeologico”. Dobbiamo imparare a considerare la Tradizione come un vero e proprio “sito” in cui si sono sedimentate informazioni la cui antichità è spesso, a dir poco, sorprendente. Sta alla nostre capacità d’analisi saper leggere questi “strati” e saperne ricavare dati e conoscenze sulle varie fasi dello sviluppo umano che ci hanno portato ad essere quello che siamo oggi.
Non c’è nessuna differenza sostanziale tra un archeologo o un paleontologo che analizzano un sito o un reperto e uno studioso che analizza la Tradizione, un evento all’interno di essa o, ad esempio, le tecniche e le credenze riguardanti un mestiere tradizionale.
Non a caso oggi si parla di Etnoarcheologia e si veda, a tal proposito, il libri di Massimo Vidale.
Nelle tradizioni di un popolo si possono rintracciare elementi che riconducono alle più remote fasi della sua storia ed è criminale perdere la possibilità di analizzarle. Le attuali conoscenze genetiche hanno dimostrato, senza ombra di dubbio, che le nostre popolazioni sono in prevalenza le dirette discendenti delle prime popolazioni di Homo Sapiens che popolarono le nostre terre. La Tradizione affonda le proprie radici in quest’orizzonte plurimillenario ed è nostro dovere interrogarla nel giusto modo, prima che gli ultimi detentori di questo patrimonio spariscano e tutto venga inghiottito dal vortice omologante della civiltà tecnologica.

Bibliografia
Massimo Vidale “Che cos’è l’Etnoarcheologia” - Carocci Editore, 2004
Luigi Cavalli Sforza  “Geni, popoli e lingue” - Adelphi, 1996
Ammerman Albert J.; Cavalli Sforza Luigi L. "La transizione neolitica e la genetica di popolazioni in Europa" - 1986, Bollati Boringhieri