E benvenuto anche a Ciro!


 Il primo dinosauro italiano è anche uno dei meglio conservati del mondo, completo di organi interni e fibre muscolari perfettamente visibili. Il suo nome tecnico è Scipionyx samniticus, ma stampa e scienziati l'hanno già ribattezzato "Ciro". 
Marco Signore, dell'università di Napoli, e Cristiano dal Sasso, del Museo di Storia Naturale di Milano, hanno presentato oggi in una lettera pubblicata dalla rivista "Nature" il primo studio completo su questo straordinario ritrovamento, avvenuto quattro anni fa tra i monti del Matese, nei pressi di Pietraroa, in provincia di Benevento. L'area, che, come ricorda il nome scientifico di "Ciro", fa parte del Sannio, è nota da tempo per la sua ricchezza di resti fossili di pesci. Nessuno, tuttavia, si aspettava di scoprirvi le tracce dei giganteschi sauri che dominarono la Terra fino a 65 milioni di anni fa. La loro presenza in suolo italiano è invece adesso definitivamente confermata.. 

"E' il primo dinosauro "italiano" - ha spiegato Marco Signore durante una conferenza stampa avvenuta a Milano in contemporanea con l'uscita di "Nature". "Il suo ritrovamento apre una nuova strada per la geologia italiana non foss'altro perché fino a tre anni fa una scoperta simile non era neanche lontanamente immaginabile. E' inoltre unico nella sua specie e presenta organi interni e fibre muscolari".

Pur non essendo la prima volta che si rinvengono parti molli in dinosauri fossili, il grado di preservazione di "Ciro" è infatti eccellente, nettamente superiore a ciò di cui disponevano fino ad oggi gli scienziati. I quali, adesso, potranno indagare su quegli aspetti della biologia dei dinosauri che gli scheletri non riescono a chiarire. 
L'eccezionalità della scoperta è accresciuta dalla giovanissima età dell'esemplare: si tratta infatti di un dinosauro di poche settimane, praticamente appena uscito dall'uovo. Fossili di animali così giovani sono piuttosto rari e da essi i paleontologi sperano di imparare di più sull'organizzazione familiare dei dinosauri e le cure che i genitori dedicavano ai piccoli. 

Lo "Scipionyx" del Matese è vissuto durante il basso Cretaceo, circa 110 milioni di anni fa, e misura 60 centimetri dal muso alla coda. Ma se fosse cresciuto avrebbe raggiunto una dimensione ragguardevole: secondo i paleontologi, gli adulti raggiungevano i due metri di lunghezza. E' stato trovato quasi per caso, all'interno di una lastra di roccia, dove giaceva sdraiato sul fianco sinistro, con il capo lievemente inclinato. Appartiene ad un genere finora ignoto, forse addirittura ad una nuova famiglia di dinosauri, dicono gli scienziati. Che, per adesso, lo hanno classificato come un teropodo, il sottordine di dinosauri carnivori ad andatura bipede di cui fa parte anche il Tirannosaurus Rex.